Sia sciolto il Consiglio

“Chiedo l’immediato intervento del Prefetto, Sua Eccellenza Badalamenti, affinchè sciolga immediatamente il Consiglio Comunale di Mirasole a causa delle gravi infiltrazioni mafiose che hanno visto l’arresto del sindaco Michele Buongiorno con l’infamante accusa di 41bis, ovvero associazione a delinquere di stampo mafioso”. E’ il senatore Vito Vitale, esponente di spicco del Nuovo Partito Popolare e componente della Commissione Antimafia Nazionale. “Chiederò al ministro dell’interno lo scioglimento immediato del Consiglio Comunale, non possiamo tollerare l’arroganza della criminalità organizzata”.

E ancora “Mirasole è una città meravigliosa, una vera perla. Però, sappiamo tutti, che questa sia una zona ad alta densità mafiosa e noi dobbiamo liberare questa terra dalla mafia”. È con queste parole che l’assessore regionale ai Rifiuti, Totò Baldassarre, saluta tutti i cittadini di Mirasole.

Totò Baldassarre, da sempre uomo “antimafia” ed inavvicinabile per personaggi “poco limpidi”, è Presidente della Associazione “Falcone e Borsellino” che tratta i temi della criminalità organizzata e la mafia.

Sto osservando questo territorio, nel quale sarò presente e presto tornerò. Tornerò su questo territorio e attenzionerò, in particolare, la questione rifiuti. Aspettiamo il risultato della commissione prefettizia – commenta Totò Baldassarre – che si è insediata nel comune di Mirasole per valutarne lo scioglimento. A quel punto la classe politica dovrà trarne le conseguenze, in ogni caso”.

Sto leggendo i giornali, la situazione precipita in maniera catastrofica e il prefetto ha già nominato la commissione che indagherà sul Comune di Mirasole al fine di deciderne lo scioglimento. Della commissione fanno parte due ufficiali di vari corpi delle forze dell’ordine e un viceprefetto in carica, non poteva esserci scelta migliore e personalità di così alto profilo.

Preso dalla foga continuo a documentarmi sulla situazione del Municipio di Mirasole, cerco notizie di giornali e cerco articoli su internet, ormai sono preso integralmente da aver dimenticato anche la genesi di tutto questo interesse.

Frugo, frugo e mi salta all’occhio un articolo di qualche giorno primo sulla cronaca locale. “Dutturi, u vuliti u cafè”, ma che razza di titolo è? Leggo con furia. Si parla del sindaco e una persona ha ritenuto opportuno inviare una lettera a questo giornale, giornaletto per la verità con velleità di giornalone. E’ una donna, non è citata ma la lettera è firmata, è quanto afferma il giornalista che ha pubblicato l’articolo. Dice che la signora passando per caso davanti a un bar malfamato ubicato in una viuzza e gestito da una famiglia poco raccomandabile ha sentito questa frase “Dutturi, u vuliti u cafè?” Sullo sfondo c’erano i manifesti della campagna elettorale del sindaco di qualche anno fa. La signora (e di conseguenza il giornalista visto che la signora non ci mette la faccia) lasciano intendere che il sindaco si faceva affiggere i manifesti da questi delinquenti che dovrebbero essere i gestori del bar.

Frugo, frugo… voglio capire. Il sindaco è stato eletto più di due anni fa. E che c’entra questa lettera inviata al giornale che parla di manifesti elettorali a due anni dalle elezioni? Come mai questo giornalista scava la fossa al sindaco con un articolo che non è una notizia, in quanto trattasi di lettera anonima che riporta fatti accaduti in data precedente. E’ intempestiva. E’ come se il giornalista sapesse che la magistratura lavora a questo caso e lui ne vuole anticipare le mosse. Prepara il campo. Curioso. Curioso davvero.

Valeria: “Papy, come stai? Io sono a scuola, ho dato un tema di attualità ai ragazzi ma adesso ho paura che qualcuno ci ficchi dentro la nostra storia. L’aria che si respira è un tantino pesante. I miei colleghi si sforzano di essere carini, le pacche sulle spalle si sprecano, le colleghe mi guardano, finalmente, dall’alto verso il basso. Il preside è preoccupato che questa vicenda possa influire sull’andamento dell’anno scolastico. Io vado avanti come mi hai insegnato tu. Non devo vergognarmi di niente, non dobbiamo vergognarci di niente, noi sappiamo chi siamo e qual è la verità e andiamo avanti per la nostra via. Il giudizio degli altri lascia il tempo che trova. Qualifica solo chi lo emette”.

Pinco Pallino: “Valeria, Amore Mio, ti prego rispondimi. Le giornate senza sentirti diventano infinite, la sera specialmente non mi passa mai. Non posso sopportarlo, Amore Mio, io non ce la faccio più. Io ti invito ancora a vederci, rispondimi, ti prego. Ho tante notizie per te che non posso darti qui. Ora che so chi sei, ma perchè me lo hai tenuto segreto? Ho tante cose da dirti, vediamoci. Gradirei che tu rimuovessi definitivamente la nostra chat perchè, essendo riservata, potrebbe dispiacermi se finisse in mano a qualche hacker che chissà che uso potrebbe farne. Chiamami, ti aspetto”.

Pinco Pallino, il valoroso agente segreto, sta cominciando a “sentirsi i piedi freddi” come si dice dalle nostre parti. Parla ma senza dir niente, invita Valeria ad incontrarlo e ha paura che la sua chat con lei venga letta da “qualche hacker” che tradotto vuol dire “qualche collega” che dopo aver spulciato nella vita privata del dottore, se ancora non l’ha fatto, andrà a ficcare il naso nella vita privata dei parenti e così scoprire la tresca con “la spia innamorata” che magari si è lasciato scappare qualche segreto di Stato. Succede spesso che questi fantomatici eroi finiscano per spifferare i segreti per farsi belli con le donne. E Pinco Pallino mi pare proprio quel tipo là. Decido che dovrò fare una sessione per andare a leggere i messaggi precedenti dei due amanti, sempre che i due si siano già amati e a questo punto della storia non lo possiamo ancora affermare.

Michele Buongiorno: “Valeria Cara, io sto bene se non fosse per questa costrizione dello rimanere in casa e non poter andare a lavorare. Tuttavia, i colleghi che mi hanno chiamato dicono che in ospedale la situazione è sotto controllo, magari lo hanno fatto soltanto per farmi stare tranquillo. Mi dispiace tantissimo per i problemi che stai avendo a scuola per causa mia ma purtroppo è questa la realtà dei fatti, la gente ti osanna quando sei in auge e ti sputa addosso quando cadi. Ma oggi dobbiamo essere forti e non farci influenzare da nessuno. Abbiamo un obiettivo, bello e grande, che si riduce a rimanere vivi e in salute. Pronti a rialzarci.

Il mio avvocato mi ha invitato più volte a non rilasciare dichiarazioni e a non scrivere niente sui social e ovviamente anche in chat perchè sicuramente saremo controllati. Tuttavia, consentimi, io me ne sbatto i coglioni perchè non sono mica io il delinquente ma piuttosto colore che mi stanno facendo questo scherzo. Loro devono stare zitti e si devono vergognare. Hai letto i giornali? Hai letto quello che mi scrivono contro?”

Valeria: “Si papy, ho letto. Quel tizio della commissione antimafia che diceva di sciogliere il consiglio comunale per Mafia, quell’altro che diceva che Mirasole è una città mafiosa… Si li ho letti e li hanno letto tutti. Brucia. E’ pesante. Perchè è gente in vista e la gente crede a quello che loro dicono. E se loro dicono che la Città è mafiosa, che il sindaco è mafioso… la gente ci crede, anche perchè tu, in questo momento, stai agli arresti domiciliari”.

Michele Buongiorno: “Si lo so, Tesoro. E’ tutta gente in vista ma è tutta gente che sta dicendo che tuo padre è un mafioso e tu sai benissimo che non è così. Perchè loro lo stanno affermando? Perchè hanno un tornaconto, altrimenti, prima di sbilanciarsi in questo modo, aspetterebbero i risultati dell’inchiesta e poi del processo. Invece a loro interessa battere il ferro mentre è caldo, fare arrestare me, sciogliere il Consiglio Comunale e farsi i loro sporchi comodi in Comune. Perchè un esponente della Commissione Antimafia Nazionale si sbilancia in questo modo con affermazioni così dure sapendo benissimo che io sono innocente e lui verrà smentito? Perchè un assessore si sbilancia in questo modo? Perchè a loro non interessa la reputazione, interessa soltanto il beneficio economico che gli arriverà”.

Valeria: “Papy, ma i giudici? Anche i giudici sono d’accordo con questa gente?”

Michele Buongiorno: “Figlia mia carissima, rifletti. Se i giudici non fossero della stessa partita, pensi che io, una persona onesta, starei agli arresti domiciliari in balìa di questi mascalzoni?”

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