Pinco Pallino
Mi scontrai con Pinco Pallino per caso.
La mia passione per l’informatica e per internet mi spingeva sempre un passo in là rispetto all’utente medio. Non dico che sia mai stato il classico hacker che vedi nei telefilm ma semplicemente chi conoscendo un poco di codice di programmazione andava oltre l’apparenza della prima schermata.
Sempre curioso e con una passione sfrenata per la tecnologia. Passavo ore davanti al computer, esplorando ogni angolo del web. Un giorno, mentre stavo navigando su un forum di hacker, mi imbattei in una discussione che catturò immediatamente la mia attenzione. Parlava di “phishing”, una tecnica utilizzata per carpire informazioni sensibili agli utenti, come le credenziali di accesso a siti web.

Spinto dalla curiosità e dalla voglia di mettermi alla prova, decisi di tentare. Sapevo che era illegale, ma il brivido dell’ignoto e la possibilità di leggere i messaggi privati delle persone mi intrigava troppo. Così creai una pagina di phishing, una copia quasi perfetta della schermata di accesso di Facebook, e cominciai a diffondere il link su vari social network, fingendo che fosse un sito di sondaggi innocenti.
Con mia grande sorpresa, le prime vittime caddero nella trappola. Username e password iniziarono ad affluire nel mio database. Non riuscivo a credere alla mia fortuna. Con un misto di eccitazione e nervosismo, iniziai ad accedere agli account delle persone, leggendo conversazioni private e scoprendo segreti nascosti. Sembrava un gioco da ragazzi ma più che sentirmi un genio per essere riuscito in quella specie di impresa, mi sorprendevo per quanto la gente ci cascasse in maniera così sciocca.
Il primo a cedermi, a sua insaputa, le generalità per accedere al suo account di facebook fu un mio conoscente alla lontana. Un personaggio così anonimo che non avrei mai pensato che avesse una vita e delle pulsioni. Ma l’apparenza inganna. Così inserii la sua user-id e la sua password ed entrai. Era un tizio che non scriveva quasi mai ad eccezione della condivisione di contenuti pubblicati da altri, magari il classico tipo che ti inondava di like e se eri donna ti sommergeva di commenti pieni di carinerie invadenti. Ma questo è quello che fanno in molti. Era sposato, sui quaranta, con una famiglia normale composta da un paio di figli e la suocera invalida che gli versava la pensione sul suo conto corrente.
Ciao, oggi ti ho vista mentre andavi a lavorare, leggo nei messaggi privati mandati ad una certa Lucia. La quale rispondeva “Quando mi hai vista?” Ti ho incrociata stamattina, non ti ricordi? Ti ho lampeggiato. Io ho una macchina bianca, una Alfaromeo. “Ah, eri tu quello che mi ha lampeggiato stamattina. Mi devi usare la cortesia di non permetterti mai più. Ci siamo capiti? Ma poi io manco ti conosco, non so neppure chi sei e tu ti permetti di lampeggiarmi con la macchina. Anzi, non ti permettere più neppure di mandarmi altri messaggi perchè lo dico a mio marito. Il fatto di averti concesso l’amicizia su facebook non significa che ci sto con te. Non ti permettere più!”
Hai capito la Lucia, che tipo? Ed hai capito il mio caro amico Mario! Tu guarda, lo avevi sempre considerato il classico sfigato che sta nei ranghi e invece è un grande maialone che ci prova con le giovani signore con la stessa grazia del più famoso elefante nella cristalleria.
Passo ai messaggi precedenti ed è tutto un fiorire di rose e fiori, tutte donne gli interlocutori e il tono dei messaggi è sempre lo stesso “Ciao Cara”, “Ciao Tesoro”. E’ incredibile, ci prova con tutte. Con una ha una corrispondenza costante. E’ una sua collega. Lei “Ti dispiacerebbe se oggi io utilizzo la tua stampante perchè la mia forse ha finito l’inchiostro. Ti spedisco in email il file da stampare, okay?” Lui “Ma certo mia Cara, sono sempre a tua disposizione. Questo e pure altro. Fai di me quello che vuoi, lo sai che vivo solo per te e non aspetto altro che vederti ogni giorno della mia vita”. Lei “Se se Mario, vira ca fari. Quando è pronto me lo scendi. Lo sai che stasera vedo tua moglie e le racconto tutte le scemenze che mi scrivi?” Lui “Ah ah ah”, risatina tra il colpevole e il demenziale, “certo che lo so, io lo faccio apposta”. Più demenziale che colpevole.
Uomo aspirante dongiovanni e nella realtà scendiletto delle donne. Non è il massimo come prima vittima. In realtà, non lo do a vedere ma mi preoccupo molto di questa mia impresa che non potrò mai raccontare a nessuno e che se non sto attento mi costerà una denuncia e la perdita della reputazione nei confronti di amici e parenti. Dovrei smetterla subito. E’ quello che penso.
Non la smetto. Un’altra persona è caduta nella mia trappola. Si tratta di Valeria, una bellissima ragazza, sposata, con la quale non ho nessuna confidenza. La conosco a malapena e il nostro unico contatto avviene con un “mi piace” in qualche post, al limite seguito da un commento di routine, una faccina, una frase scontata. Null’altro! Dovrei smetterla subito per non finire male e invece mi ritrovo su facebook a curiosare sul suo profilo. Valeria è sposata, l’ho detto, Valeria ha due figlie di età non ancora scolastica. Il marito sembra un militare o almeno indossa una divisa che non riconosco. L’età non è indicata ma presumo che sia poco sopra i trenta e sembra essere una dipendente statale.
Se prima conoscevo la mia vittima sapendola digiuna di informatica e che quindi difficilmente avrebbe potuto scoprirmi, adesso rischio, non conosco affatto Valeria. E’ una donna e al netto dei luoghi comuni sulle donne potrei ritrovarmi in una situazione molto spiacevole. Potrei star qui a sottovalutare una situazione potenzialmente molto pericolosa per me senza che al rischio corrisponda un reale e sostanzioso guadagno. Ne vale la pena? No, assolutamente no. Ma la tentazione è forte, inserisco le credenziali e la pagina si apre. Ho sentito parlare che facebook si accinge a prendere delle misure drastiche nei confronti di questo tipo di attività, pare voglia introdurre controlli a due livelli ma ancora tutto questo è di là da venire anche perchè, io sospetto, che se la fanno troppo difficile perderanno per strada tanta gente che non ce la farà a stare dietro a tante complicazioni per l’accesso e il controllo della sicurezza.
Sono entrato. Vado subito a leggere i messaggi. L’ultimo è di un certo Pinco Pallino.